IRD CARRERA SC, LE PAGELLE DELLA RED HOOK DI MILANO.

Michelle de Graaf , 8

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Cade dopo pochi metri nella qualifica della sua prima Red Hook, ma prende parte alla gara dall’ultima posizione. Recupera e sportella in stile circo, dopo che il manubrio ha perso una vite assieme alla sicurezza. Nelle curve regala al pubblico il profumo e la lucentezza della folta chioma e dello speciale Shampoo acquistato a Maastricht in una vacanza di famiglia ad inizio anno. Chiude ventesima all’esordio. The longer and beautiful hairs of the Bovisa. Welcome Orange girl. Biondissima.

Virginia Cancellieri, 8 e mezzo

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Dopo il ritorno in Riviera e gli allenamenti sul Melogno arriva a Milano convinta e con una gran gamba. Parte bene e si butta in testa regalando ai fotografi emozioni e qualità in camera oltre alla scintilla del flash sul canino superiore. I Bi Boy di Lampugnano usano le lame a bordo pista per difendere la prima linea conquistata dietro le transenne, alcuni gridano Forzaaaaa Virginiaaaaaa, altri ti amoooooo!!! Best Red Hook ever, decima.

Alessandro Mariani, 9 e mezzo

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Dimentica le cuffie di Robocop a casa e si trasforma in SUPER CYCLIST MAN. Strappa un magico secondo tempo nella heat della gara di casa davanti a centinai di tifosi venuti per seguire le sue imprese. Domina il primo giro e tira dritto. Ivan Cortina super pro sfrutta l’azione e volano via in coppia. Carica la tifoseria, e la tifoseria risponde a squarcia gola tre le bandiere, i fumogeni e il supporto della Casbah Gang con le molotov. Doppiano metà degli inseguitori, poi Cortina saluta Mariani all’ultimo giro vincendo la prova ma Ale è vincitore morale. Alza le braccia al cielo, si sblocca, la Bovisa è sua. Il team impazzisce e gli abbracci sono tutti per lui. Qualità e classe dalla bassa. Immensamente. 73 di media, quasi 100 max speed.

Jesus Rubio, 7 e mezzo

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Arriva al mattino solo per il tempo della gara e riparte la notte, praticamente un break in mezzo all’entrenamiento devastante nel ritiro con la nazionale Spagnola Pista. Sempre buon umore, sempre corazzon, sempre in carena, sempre a tutta. Diciannovesimo in finale. Jesus de Spagna. Asì Senor.

Fabio Scarrazzati 6 e mezzo

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Sparisce e ricompare. In una heat poco facile spunta un quindicesimo posto che lo fionda direttamente in finale. Poi si prende una pausa di sonno nel paddock per recuperare. Dall’alto dei suoi 83 chilogrammi di muscoli tiene fin che può nella gara veloce come stare su uno shuttle, poi salta in aria come il Top Spin di Gardaland. Settantanovesimo. Dolce e Gabbana.

Andrea Vassallo, 6

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Per strappare mezzo punto in più in pagella dorme a casa di Barbaro lavando pavimenti e vetri ma invano. Richiamato al microfono da Trimble per non aver tenuto la casella giusta in partenza. A blocco sempre, più di state of mind che gamba. Ottantunesimo in gara. Delude un pò, il capitano. Potete praticate anche a casa il Vassallesimo. Consigli per gli acquisti. 

Thomas Alberio, 6

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Con una mano malconcia tiene fine che può, impossibile prendere il toro per le corna o manubrio che sia. Dolore e fatica, forma avara ma gran voglia di riscatto. E’ comunque in finale, a battagliare, a sgomitare a sgommare finché ce n’è. A presto, con tanti saluti dal Tour do Rio. Brasil.

Richard Jansen, 6 e mezzo

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Arriva dall’Olanda in ottima forma. Nella heat dei nomi tieni la testa del gruppo. Poi deve fare i conti con la maledizione della curva della morte. Un portoghese gli cade davanti e lui si schianta contro il muro piegando il telaio Betulla Red Stripes come una lattina di Amstel Beer. Miracolato, incerottato, sorridente. Boss from The North. Orange smile.

Stefania Dalcasti, 8

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Fornitrice ufficiale di Caffè per tutto il Team. Meriterebbe una statua di platino per aver saltato la gara finale controllando tutta l’artiglieria pesante stipata nell’Hangar IRD. Ospite di Barbaro, si sveglia alle 4 di mattina della domenica per andare nella pasticceria del paese ad acquistare le migliori paste in commercio della Pianura Padana e strappargli un punto in pagella. Affare fatto. Amministratrice delicata.

Samuele Cai, 7 e mezzo

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Presente come in ogni appuntamento che conta, forza lavoro e carica morale per gli atleti IRD. Rischia la tonsillite acuta per incitare i ragazzi in corsa, poi scoppia in un pianto disperato dovendo rinunciare all’after party meneghino per tornare a recuperare i pargoli. Club Alpino Italiano.

Raffale Maccari, 7 e due terzi

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Se Cai è il gatto lui è la volpe. Si sfinisce in stile Rocker per offrire conforto in famiglia. Sbraita, sbandiera, suda più di quando correva, fuma modello caminetto per la fabbricazione dei mattoni rossi. Incoronato da Nicola Riosa al party come vincitore assoluto del premio ‘’Bevo più di una Camaro’’. Brakeless.

Antony Nostro, 7 e mezzo

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Autentico mago nella cura dell’immagine grafica di ogni singolo arredamento della costellazione  IRD. In trasferta al nord si porta con se gli amici fotografi del progetto Decima. Passione vera dalla Capitale d’Italia. SPQR. Seguace.

Giovanni Danniballe, 7 e mezzo

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Arriva in Bovisa col suo inconfondibile passo scazzato ma utile a fine giornata insaccato in una salopette Charatt modello Siderurgia Pescarese. Dopo il panino col lampredotto e un bicchiere di rosso, imbraccia il videoKalashnikov e punta dritto al lavoro in programma. Il cecchino silenzioso adora l’emoticon del cuore nero. De Vasto.

Matteo Zazzera, 8

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Il San Raffaele improvvisa uno studio mobile in Bovisa per analizzare l’illogica percentuale di attività disumana in contrasto con la sempre più calante quantità di sonno. Assieme al gatto e la volpe allestisce due gazebo visibili dal satellite Hotbird. Rischia l’infarto vedendo Mariani in testa a braccetto con Cortina. Ingaggia 170 persone non volontarie tra il pubblico per partecipare attivamente alla torcida della curva. Studio Ufologico di Piacenza. Sube!

Casbah Gang, 8

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Passione e forza fisica al servizio IRD. Dopo la fornitura di acqua San Benedetto in studio aumenta del 33 percento medio la quantità di liquidi in corpo cada cristiano. Estro e fantasia, arte e leggerezza anche quando non serve, ma poi serve sempre. I nuovi adepti del 2017. Ultrà sbandati.

Erika Sartori, 9

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Si occupa di tutto anche se non la vedi. Il Pres gli butta addosso tante di quelle menate che potrebbe tranquillamente soffocarlo da un momento all’altro. Prenota tutto quello che serve al Team nelle numerose trasferte nell’arco di una intera stagione: voli aerei, alberghi, ostelli, bettole e capanne, navi da crociera, treni e sottomarini, auto a nolleggio, fettuccine fresche, wc a pagamento, marmellata, visti per paesi arabi, iscrizioni alle corse, tagli di capelli, manicure, pedicure e otturazioni dentali. First Lady from San Giuliano.

Foto e testi a cura di Emanuele Barbaro.

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RED HOOK MILANO N°8, DICO LA MIA.

 

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La performance di Ale Mariani sulla pista della Bovisa sabato scorso è stata per me come un disco che suona musica classica su un giradischi di nuova generazione.
Sebbene tifi IRD Carrera Squadra Corse, sono felice che il campionato sia stato vinto da una atleta Italiano: Davide Viganò del Team Cinelli; che i Cykeln siano arrivati secondi nella classifica per Team, che cinque italiane siano nelle prime dieci ragazze e che cinque italiani uomini siano tra i primi dieci sul traguardo di Milano.
Mi esalto per i successi Italiani, senza precludermi il piacere di godermi le prodezze delle squadre provenienti da tutto il Mondo.
Attraverso questi eventi ho il piacere di incontrare tantissima gente, chiacchierare e ridere con fotografi che arrivano da ogni dove, stringere mani e salutare chi vive della mia stessa passione, senza distinzione di Team o di qualità relativa al proprio ruolo professionale.
E qui che la necessità di mantenere vivo, vero e pulito l’ambiente coinvolge atleti, organizzatori, responsabili, fotografi, sponsor o semplici appassionati, trasformandosi nel bisogno di informarsi e di accrescere la propria cultura ciclistica, leggere e rispettare, evitare di credere di essere superiori a chi o a chissà cosa.
A favore del proprio Team ma contro nessuno. Fuori gara ovviamente!
Viviamo tutti per essere felici e condividere ciò che ci piace fare, la bicicletta è un pretesto nel nostro caso, o meglio il mezzo che ci porta ad ottenerla.

Arrivederci alla prossima stagione.

Emanuele Barbaro.

BEST OF ITALY RACE

17 settembre 2017

Nella splendida cornice di Catell’Arquato, si è svolta la seconda edizione di ‘’BEST OF ITALY RACE.’’ L’evento nasce per dare valore all’eccellenza dei prodotti del Bel Paese e ai costruttori di Super Car e Super moto Italiane.

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In programma anche due gare di Biciclette che hanno aggiunto un po di sano agonismo alla manifestazione. Come lo scorso anno, sono stati chiusi al traffico i 27 chilometri che da Castell’Arquato portano ai 650 metri di Morfasso, attraverso gli spettacolari saliscendi che caratterizzano la Val D’Arda Piacentina. Per le auto e le moto il percorso prevedeva una passerella. Tra loro Ferrari, Lamborghini, Lancia Delta Martini, ed alte decine di scintillanti bolidi.

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Alle 11:30 si è disputata la perini Challenge, gara di bici da corsa tradizionali.

Alle 11:45 invece è stato il momento della prova per bici a Scatto Fisso.

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Circa 30 gli atleti alla partenza, con alcuni dei migliori rappresentanti Italiani della disciplina. Cinelli Chrome, Bike Channel, Desgenà, Urbe Squadra Corse, Ird Carrera Squadra Corse per citare alcuni dei Team presenti a Castell’ArquatoVia!!! I primi chilometri vengono affrontati dal gruppo ad una velocità alta ma non impossibile.

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Ad un terzo di gara il primo a rompere gli indugi è Michael Capati di Urbe Squadra Corse, che sfruttando le sue doti da scalatore si avvantaggia fino a prendere uno spazio di circa 150 metri dagli inseguitori.

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Con una collaborazione perfetta i cinque atleti colmano il gap riprendendo il fuggitivo nei pressi della Diga di Mignano.

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Mentre il gruppo si allunga insieme alla crescente velocità, un acquazzone si abbatte sugli atleti rendendo epico il loro progredire.

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Cessa la pioggia ma non la grinta dei sei al comando, rispettivamente Capati di Urbe, Mariani di IRD, Sacchetti di Desgenà, Mastronardo di Bike Channel, Martucci di Supernova e Tortellotti di VVF Team non che forte Under 23 della zona.

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Michael Capati scalpita ancora ma i cinque non si fanno sorprendere e quando sembra che possano arrivare uniti fino a Morfasso, Luca Tortellotti si alza sui pedali scattando in faccia al resto dei protagonisti.

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L’unico a rimanere alla sua ruota è Mariani. I due procedono coesi fino all’ultima curva, a circa 150 metri dal traguardo. Parte una lunga volata, ma Tortellotti deve arrendersi ad uno stato di forma eccellente da parte di Alessandro Mariani di IRD Carrera Squadra Corse che batte nettamente l’atleta di casa.

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Terzo Michael Capati di Urbe Squadra Corse, Quarto Giampiero Mastronardo di Bike Channel Team, quinto Luca Sacchetti di Desgenà, sesto Francesco Martucci di Supernova, settimo Paolo Bravini di Cinelli Chrome, ottavo Alessandro Bruzza di Cinelli Chrome, nono Danilo Borroni di Bike Channel, decimo Matteo Sangalli di Car is Over.

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Evento organizzato da Enzo Scalzo per la parte Auto, da Daniele Gravaghi per la parte Bici da Corsa, da Criterium Italia per lo Scatto Fisso e patrocinato sia dal Comune di Castell’Arquato che Morfasso.

Immagini e testi a cura di Emanuele Barbaro.

IRD CARRERA SC, LE PAGELLE DELLA RED HOOK CRITERIUM DI BARCELLONA.

Jasmine Dotti, 6 e mezzo

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Dopo i successi Nazionali ed Europei si presenta a Barcellona in compagnia delle migliori attese. La lontananza dal suo sposo e dal resto dalle buone condizioni astrali la piazzano al quattordicesimo posto che le sta stretto al collo come una sciarpa di lana il 21 luglio sulla spiaggia di Barceloneta. Oreste dorme, e la Dotti non piglia pesci. Arroz blanco.

Virginia Cancellieri, 6

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In finale domina i primi giri tanto che Ainara medita un prematuro ritiro. Dopo la settima tornata salta come un bambino sul tappeto elastico di Mirabilandia e resta sola, a bocca aperta, in carenza di ossigeno, di idrogeno e di glucosio. Il rientro in Italia la fionda già con la testa sulle piste di Downhill della Madonna della Guardia e in arrampicata sulle scogliere della capra Zoppa. Viene premiata con tre punti da Trimble come regina dell’After Party. Estrella di Ponente.

Alessandro Mariani, 5 e mezzo

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L’eccessivo nervosismo contribuisce ad aumentare di tre bar la già elevata scelta di gonfiaggio degli pneumatici Vittoria. Buca sulla Rambla seminando il panico tra i turisti manco fosse una sparatoria tra messicani emigrati in terra Catalana. In finale parte teso come una corda d’arpa Irlandese, tre giri e fora l’anteriore in una scena tipo Napoli festa di San Gennaro. Pianti di disperazione, dolori di cuore, ed aspettative rendono l’aria Spagnola irrespirabile. La malasuerte, e non solo. Forza Marianz!

Andrea Vassallo, 6 e mezzo.

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Sempre coi minuti contati per attraversare l’Europa da Est ad Ovest, da Nord a Sud e verso un nuovo punto cardinale ancora sconosciuto alla massa. Si assenta dalla Cycle Surgery anche se i clienti arrivano fin fuori sull’immenso piazzale. Chiude quarantunesimo limando le curve come farebbe un arrotino con una lama, in rettilineo butta i remi in barca per rimanere a galla in una condizione in continua attesa ma invano. Torno subito! 

Jesus Rubio, 9 e mezzo

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Profeta in patria, spunta un quinto posto che vale platino giungendo da Ciudad Real con la tifoseria armata che si aggrega allo staff IRD indiavolato tra le bandiere e le sciarpe nella curva della morte che miete più cadute e vittime rispetto all’intero numero di partecipanti. Leggerezza e fantasia, piernas e abilità. El tiburon Iberico.

Antony Nostro, 7 e mezzo

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All’aeroporto di Fiumicino acquista tre quintali di buon umore destinato alla Famiglia IRD e a tutti i componenti. Per evitare di ritrovarsi senza batteria si munisce di un generatore elettrico modello zaino. Dirette, post, faccia libro, twitter, linkedin, tutto il suo entusiasmo in forza ai social e al popolo della bicicletta dell’emisfero australe e boreale. Alla festa beve talmente tanto che i baristi gli vietano anche l’ultimo cocktail. A sprazzi si toglie il vestito da ufficio per mostrare tutto il suo interesse verso gli abbondanti seni delle donne spagnole. Viva Antonio!

Giovanni Danniballe, 7 e mezzo

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Sentimento e professionalità, passa da discorsi quasi poetici ad autentiche uscite in stile coatto. La lunga permanenza in barca gli regala un aria da mezzo vip scappato dalle zone di turismo di massa. 626 Sicurezza sul lavoro. Sami loverz.

Marco Scotuzzi, 8

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Il secondo video maker, alla prima prova, sbarca all’aeroporto El Prat dopo le vacanze estive con una distorsione alla caviglia da poterlo munire di stampelle in aiuto alla sua precaria deambulazione, ma poi si troverebbe ad utilizzare l’attrezzatura coi piedi ed in bilico sull’ausilio ortopedico. Si integra nella nuova comunità dopo 18 minuti dal suo arrivo. Spunta un meritatissimo secondo posto nella Challenge ‘’Zampone D’oro Barcellona 2017.’’ Welcome fake volley-ball player.

Raffaele Maccari, 7 e mezzo

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Team Manager non più acerbo. Tiene tutto sotto controllo, nel suo team e in altri 22 Team avversari. Mantiene come sempre vivi i rapporti con la politica e l’economia estera nel paese di svolgimento della competizione. Il principe di Spagna tenta di invitarlo per una partita di Pelota Basca via Whats Upp ma preferisce andare all’after party o curare che la Dotti mangi un riso bianco Indonesiano di primissima scelta. Carisma e ignoranza. El Vecio al mar.

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Samuele Cai, 7 e mezzo

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Si sgancia dalla famiglia manco dovesse andare a Las Vegas tipo nel film UNA VITA DA LEONI. Coccola i giovani con esperienza, seppur ingannato dall’altezza. Assieme al pres giunge primo al parco gara per allestire un gazebo tipo palco del Festivalbar. Cuore pulsante e precursore della congregazione IRD, saluta emozionandosi tutti i fedeli del Team. Rientra in quel della Madonna Dell’Albero solo per ritrovare i suoi nani. Forza e lavoro.  

Stefania Dalcasti, 8

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L’amministratrice delegata di squadra, alla prima volta in trasferta si ritrova proiettata in un niente in mezzo ad un nugolo di caciaroni mai quieti. L’ostello di permanenza gli addebita un aumento di 375 euro sul costo base per il consumo fuori misura di acqua nelle sue variabili 5/7 docce giornaliere. Sale sul terzo gradino del podio nella gara ‘’Zampogna d’oro Barcellona 2017’’ Lumarcolor tifa IRD. Bienvenida!

Matteo Zazzera, 8 

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Il giorno prima della partenza si spezza un mignolo del piede per regalare al popolo argomenti di discussione. Un tifoso di Jesus, dopo essere stato ripetutamente ripreso per essersi tolto il cappello IRD decide di vendicarsi tirandogli un calcio all’indietro in perfetto stile mulo e spezzandogli il mignolo dell’altro piede. Si conferma così autentico vincitore della challenge ‘’ZAMPOGNA D’ORO BARCELLONA 2017’’, con una lunghissima fuga partita al chilometro 270, e precisamente al comune di Albisola in compagnia di Scotuzzi e della Delcasti. Si sgancia nei pressi di Cadaques per giungere a braccia alzate sul lungomare della città, sotto la statua di Cristoforo Colombo cantando a squarcia gola Despacito. Tutto in un videogioco. Meccanico, sparacazzate, motivatore, casinista, politico, tennista, pilota. Luis Fonsi from Bibbiano.

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Storica trasferta per il Team. Barcellona diventa punto di connessione tra gli abitanti dei tre stati: Spagna, Italia ed Inghilterra. Grande spirito di collaborazione e lungimiranza. Questi faranno strada. Cit. by Cecchi Paone.

Cazzate a parte vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a rendere indimenticabile ed importante sotto ogni punto di vista la trasferta in terra Iberica. Partendo dal presidente passando per tutti i componenti dello staff, gli atleti, le famiglie che a volte fanno bene oltre che numero, a volte rompono il cazzo, (come giustamente fanno il 97 % di tutti i genitori del mondo), agli sponsor, a chi lavora da casa, a chi ha spedito anche solo una mail, ai tifosi spagnoli e non che sono accorsi in quel del Parco del Forum e a tutte le persone che credono in questo magico progetto.

Grazie.

Foto e testi a cura di Emanuele Barbaro.

IRD SC CARRERA, LE PAGELLE DELLA RAPHA NOCTURNE COPENAGHEN.

Jasmine Dotti, 8

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Stravince anche la Rapha Nocturne Danese. Ad ogni latitudine quando aggancia il pedale si alza la hola. Nella gara fixed pedala con una gamba a tre quarti di gruppo, poi al momento giusto, butta dentro il nos e sprinta lasciando tutte sul posto. Have a nice day girls, see you in Barcelona. Nella gara road prova a stare col primo gruppo per sei giri, al settimo viene colpita da un proiettile vagante sparato per errore dal pubblico e salta in aria assieme ai suoi quadricipiti malconci. Furious blondie.

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Virginia Cancellieri, 7 e mezzo

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Per dire: ”sono stanca”, bisogna farle disputare la gara fixed con un quarto posto che profuma di legno, 6 soli giri della road per un problema meccanico e portarla in discoteca fino alle 4 del mattino. Alcuni hipster suoi devoti, nonostante il periodo di avvicinamento al rimpatrio della sirenetta di Finale Ligure sono stati condotti dai parents per intraprendere un percorso di recupero psicologico intensivo. The Lion is going to back, the London boys are sad.

Jesus Rubio, 8

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Arriva dalla Spagna con un carico di buon umore da poter curare un pullman di depressi in pochi minuti. Nella prova fixed si sfinisce per recuperare il gap perso nei primi giri dai due indiavolati al comando. All’ultima tornata cade nella curva prima del traguardo pericolosa quasi come andare in guerra. Nella road mena e fa scintille, poi cede sotto i colpi degli specialisti inglesi da Criterium. I Fabbris. Subito a proprio agio coi compagni, corazzon, cabeza i piernas. El caballo de Ciudad Real.

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Mariani, 6 e mezzo

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Sottotono. Nella fixed parte male e non recupera, rimane quasi a bagnomaria poi abbozza un rientro a poppa. Fatica a prendere confidenza col pavé nella pista hardcore che gli impavidi organizzatori propongono, complice la scelta di un criminale 56×13. Nella road spara le poche cartucce che gli restano dopo una fixed combattuta con l’artiglieria pesante dell’Abbiategrasso Army. Implode senza aprire bocca. Training head, we need.

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Daniele Callegarin, 7 e mezzo

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Nel tour Europeo di Vittoria inserisce una tappa a Copenaghen per disputare la seconda ed un ultima prova di Rapha. Vola verso nord poi guida verso ovest, pedala in direzione est, si ferma e subito riparte. Poca intesa coi compagni per un quarto posto che sta stretto. Disputa solo la gara col fisso. Arkanoid.

Andrea Vassallo, 8

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Il volo diretto Londra/Copenaghen lo fionda direttamente sulla linea di partenza. Gli amici raccontano di averlo visto in Cycle Surgery montare dei componenti con un piede mentre con l’altro lava il pavimento. I boss della bottega vanno in vacanza e lasciano nelle mani del giovane la responsabilità del caso. Sempre a blocco, ovviamente. Corre solo la fixed perché decide di andare al concerto dei Gazosa che per la reunion suonano al circolo ‘’ Recovery failed band’’ della capitale Danese. Più Vassalli meno selfie.

Raffaele Maccari, 8

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Leader della trasferta, tesse i fili per una buona logistica assieme ad una discreta prova in gara per gli uomini. Sfodera termini in Inglese catalogati da soli cinque giorni all’accademia della crusca di Briton. Promotore della tappa notturna in discoteca a due passi da casa IRD. Il Bomber di Novellara presso Steel House Hostel, Copenaghen.

Giancarlo Prevosti, 9

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Il meccanico professionista di IRD mostra subito le sue qualità nella prima trasferta internazionale. Per farsi notare utilizza una tecnica ancora in fase di studio all’università del Massachusetts: sradica coi denti la valvola del tubolare della Dotti e la dilania con arroganza in una mossa apparentemente senza senso. Poi fluido come il Chain lube di Wall Bike. Il paradiso della brugola ha la quindici sempre pronta, chirurgico.

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Foto e testi a cura di Emanuele Barbaro.

 

 

 

 

 

IRD SC CARRERA, LE PAGELLE DELLA DRAAI VAN DE KAAI (DUTCH)

Alessandro Mariani: 8 e mezzo

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Se la gara non si chiama Red Hook va come una moto. Sicuri della sua presenza alcuni avversari decidono di stare a casa direttamente. Personalità e gamba da paura nella terra degli orange. Si sblocca anche dall’ansia da prestazione e piazza un terzo posto che vale oro contro Van Eerd piccolo idolo di casa e Lucas Eamonrazzus. Il ragazzo cresce e abbozza qualche sorriso senza necessità di andare al coffeshop. Lascia incredulo lo staff. Cheese.

Andrea Vassallo: 7

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Perde il treno giusto da Londra rischiando di arrivare in ritardo alla gara, ma la sua calma invidiabile da tre quarti del genere umano lo teletrasporta nella ridente cittadina Olandese Roosendaal qualche minuto prima della partenza. Il suo strava registra 7 minuti per attraversare la manica a bordo di un sottomarino dell’esercito Russo. In gara si spreme come una agrume rimanendo sempre nel gruppo che mena, poi deve fare i conti con una forma non ancora al top. Tremate tremate The Older but not wiser sta tornando e mò sò cazzi vostri. English british italian pizza non si risparmia nemmeno ad uno dei post party più alcolici che il ciclismo moderno conosca. Simply Vassallo.

Fabio Scarazzati: 4

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Ingestibile, incredibile. Dopo tre giri salta come un birillo demolito con forza da una palla da bowling. Torna la cresta ai capelli ma non la stoffa dei giorni migliori. Il consiglio ecumenico di Rotterdam lo convoca per un dialogo riparativo, ma nello stesso momento giove non si trova allineata a saturno e tutto viene rimandato. C’è confusione nel cosmo ciclistico. Scatto fritto, misto. Provaci. 

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Matteo Zazzera: 6 e mezzo

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Per tirare la cinghia delle casse decide di attraversare mezza Europa in furgone. Mille chilometri sono una passeggiata per lui, non per i ragazzi che dormono dietro come fossero a casa. Culi quadrati ringrazia grande capo. Pare inoltre che il viaggio su ruote sia stato scelto per esibire la vrappatura IRD nuova fiammante in Italia, in Svizzera, in Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda. Smonta e monta come sempre, ride scherza e cazzia i suoi riders. Bastone/carota per compensare porta i suoi ragazzi in uno dei tre migliori hotel che il territorio dutch conosca, in letti talmente comodi che in media ognuno dorme tre ore più del solito. Riscuote successo con la sua barba lunga nel terra del popolo senza barba, le groupie lo invitano per un selfie condito da una discreta gradazione alcolica. Black hands tutto a posto. 

Popolo del ciclismo Olandese: 10 tondo

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Segue la gara come fosse all’esame finale di università. Si incuriosisce per qualsiasi parte meccanica ciclistica non ordinaria appaia alla sua vista. Si sbronza talmente tanto da prendere due giorni di ferie per recuperare dagli ettolitri di birra ingurgitati con ignoranza fuori misura. Tutti si godono l’evento organizzato impeccabilmente, giovani, vecchi e bambini, non conosce età e religione per divertirsi quasi come al carnevale di Rio. National party total respect! 

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Foto e testi a cura di Emanuele Barbaro

IRD SC CARRERA, LE PAGELLE DELLA RED HOOK N°3 DI LONDRA

Jasmine Dotti, 9

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Sul traguardo di Londra decide di fare terza perché c’è meno pubblico rispetto al solito per colpa del tornado Katrina. Sul parallelo di Greenwich si abbatte un autentico diluvio durante la gara donne ma niente, non conosce paura. Ara l’asfalto e si butta nelle curve come un kamikaze. Il suo nome risuona dagli altoparlanti come una una filastrocca: ‘’Jasmine Dotti push on the front of the race’’ Oreste il talismano sempre di buon auspicio, mai presente. The rhythm is magic!

Virginia Cancellieri, 7 e mezzo

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Parte bene, gli fanno il buco davanti e rimane sola contro la perturbazione. Trova due rivali ma rimangono tali fino alla fine senza darle un cambio a tirare. Si sfianca e combatte con una condizione fisica non ottimale, mentre i fotografi dietro le transenne fanno a calci e pugni per trovare la traiettoria migliore ed immortalarla. Tutti avvisati per Barcellona, la tigre non è soddisfatta, diciottesima. Felino from Borgio Verezzi.

Daniele Callegarin, 8 e mezzo

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Nel giro di ricognizione si piazza in fondo al gruppo per godersi i sorrisi del pubblico e ricambiarli. In gara i suoi rivali hanno invece poco da ridere perché se lo trovano sempre tra le ruote che contano. Mena sui pedali come un Wrestler. Non si scherza un cazzo, nono al traguardo! Best IRD man rider. Vittoria tires.

Fabio Scarazzati, 5 e mezzo

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Gasato per il maltempo crede di poter fare il gladiatore invece niente. La serie di sfighe continua e buca al terzo giro di qualifica. Non avendo punti guadagnati a New York non viene riammesso nemmeno in last chance. Social addicted, mai domo, mangia a ritmi serrati. Atleta di lusso torna in te, o ti meniamo all’americana. Disfa ma non soddisfa.

Alessandro Mariani, 7 e mezzo

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Il pronostico di Trimble lo piazza al secondo gradino del podio. La leggenda narra che Davidone non ne becca una e infatti  la gara e la pioggia raccontano un’altra storia. Ci aggiunge uno zero dopo il due a finale chiusa. Lotta e spinge come un fabbro, guadagna posizioni poi le perde, skidda, sportella, fa il possibile e ci crede. Perde il cappello ”Brakeless” e si scatena il finimondo. Per consolarlo il Duca di Edimburgo Filippo lo accompagna in un tour nei giardini di Buckingham Palace per fargli conoscere i nuovi  Welsh corgi. Sconsolato.

Andrea Vassallo, 8

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Rende più di quello che è nella sua forma fisica. Spinge col cuore più che con le gambe. La vacanza in Asia aleggia ancora nello spirito dell’Italiano emigrato al Nord Europa. Manco fosse un cx, imbarca fango ed acqua a quantità nella pista/cantiere di Greenwich. Si storta per la fatica che sembra si spezzi lungo com’è. Smadonna, recupera, perde posizioni e parla inglese come un inglese. Brithis Angkor Wat, trentunesimo. Prendi la vita come Andrea Vassallo. Leggerezza.

Antony Nostro 8

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Il miglior grafico del centro Italia prende parte per la prima volta ad una trasferta IRD. In veste di Social Media Manager rimane online 25 ore su 24, documenta tutte le prodezze dei ragazzi. Finisce tutti i battery bank del Team. All’aeroporto demolisce il telefono e lo scaglia contro uno steward di Easy jet che tiene a terra i passeggeri del volo Gatwick/Frascati per scelta personale non motivata. Pare per antipatia verso un passeggero del Turkmenistan. Cuore e qualità, passione e bucatini. Antonio, from New York City. Daje.

Giovanni Danniballe, 8

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Liberato su riscatto dall’agenzia ‘’Video Makers Comasina’’ e prestato dalla stessa solo per un giorno e mezzo, giunge diretto al campo gara fornito di una flebo di anfetamine utile a rimanere sveglio dalle 22 alle 26 ore. Assieme a Maccari contribuisce ad un incremento del PIL italiano di circa il 2,3 % per il 2017. Red head from Vasto. Rock’n’video.

Samuele Cai, 8

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Unico e vero padre. Tra le varie mansioni si preoccupa della cosa più importante per un essere umano, il cibo. Sfama i suoi ragazzi come farebbe un Upupa Africana con la sua prole. Precursore IRIDE delle trasferte in giro per il mondo dagli albori della Crew. Meteora internazionale fixed dalla riviera Romagnola. Nella botte piccola un solo capitano. Mito.

Raffaele Maccari, 8

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Arriva al campo gara con il nuovo modello ”Italian flag” di K-Way e circondato da un’aura di patriottismo tanto che dopo 30 minuti Jeremy Santucci parla un italiano perfetto manco fosse nato a Vinci. Non appena la sovrana viene a conoscenza del suo atterraggio in territorio Britannico lo convoca a Palazzo per discutere sulla questione Brexit e gli italiani a Londra. Ma lui è troppo occupato a controllare che i ragazzi abbiano abbinato l’occhiale giusto Carrera con il resto dell’arredamento ciclistico e rinuncia all’invito. Leader della trasferta in Gran Bretagna. The Emilian is back inda City. 

Foto e testi a cura di  Emanuele Barbaro

https://www.instagram.com/emanuele__barbaro/